FORZA … fate il vostro dovere!!!

… non potete non visitare questo sito e … VOTARLO!!!

http://www.glutenfree.altervista.org/

FORZA … fate il vostro dovere!!!

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Dalla mia cuginetta ;-)

Mi fai un favorissimo?????
Se unsi un programma per scaricare…e penso di si, visto che hai fastweb (…ce l’hai ancora??! buch!!) metti questo file zip su emule, o il programma che usi tu per scaricare????
 
Per piacere è importante, lo fai?? Ti ricordi??? Non è che ti dimentichi???
Proprio ora mettilo. dai cosi tutti lo scaricano:*
E’ nato da un "progetto" mio e di Rosangela. Siccome MariaPia (mia nipote) è celiaca (non può mangiare il glutine) ho messo su un sito su cui ci sono delle ricette senza glutine.
Per spargere la voce del sito ho pensato  di mettere le ricette su Emule o cmq sui programmi per scaricare.
Ho bisogno però dell’aiuto di tutti, perchè piu fonti ci sono piu lo scaricano.
Se ti va metttilo tra le tue condivisioni o comunque fallo girare …
 
Grazie, grazissime.
Gabri.

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Chiediamo all’Unione Europea di opporsi al partito filo pedofilo in Olanda

Appello al Governo italiano perché la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo venga rispettata in tutti i Paesi membri dell’Unione
http://www.istitutodeglinnocenti.it
L’Istituto degli Innocenti manifesta la propria preoccupazione per quanto sta avvenendo in Olanda dove un gruppo filo pedofilo potrà partecipare alle prossime elezioni.
In forza del proprio impegno plurisecolare a fianco dell’infanzia e dell’adolescenza l’Istituto degli Innocenti sollecita il Governo italiano a farsi promotore in sede europea di un’iniziativa di denuncia di questa vicenda, richiamando i membri dell’ Unione all’applicazione e al rispetto delle norme e dei principi della convenzione ONU del 1989.
A tutte le associazioni, alle realtà e ai cittadini che si battono per promuovere una cultura favorevole all’infanzia, l’Istituto chiede di aderire e sostenere questo appello….

Per aderire inviare una mail a redazione@istitutodeglinnocenti.it
055 2037331, 324, 220

http://www.istitutodeglinnocenti.it/notizia.jsf;jsessionid=229DE5A9FE4FE8ED1ADD184928A27F35?idNot=444

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Salviamo i semi contadini

Una petizione da firmare per la salvaguardia della biodiversità rurale e per il libero scambio di semi e piante fra contadini
da Promiseland
Perché non ci può essere diritto di scambio di semi e piante fra contadini? Perché i contadini a causa della legislazione che lo proibisce devono scambiarsi tra di loro illegalmente le varietà del loro territorio o della loro tradizione, quelle che loro stessi si tramandano e sanno autoriprodursi, quelle che a volte fanno a meno dei pesticidi e resistono meglio alle avverse condizioni ambientali?

La regolamentazione del movimento dei semi che si applica in Italia, la stessa per tutte le nazioni europee, mette praticamente fuorilegge ogni seme non iscritto ai registri delle varietà ammesse alla vendita istituiti fin dal 1970. Ma con il passare degli anni dalla istituzione di questi registri, le leggi sono gradualmente diventate più restrittive al punto da non permettere nemmeno lo scambio gratuito di semi fra produttori.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 9 maggio 2001 rende in effetti impossibile ogni cessione o movimento di semi non registrati; mentre il trattato UPOV91 intacca il diritto di risemina dell’agricoltore, ovvero il privilegio che l’azienda agricola ha di riseminare traendo seme da una parte dei propri raccolti. D’altra parte, con l’introduzione in coltivazione delle varietà OGM si apre il rischio della impollinazione spontanea da parte di queste sulle varietà contadine che a quel punto, ibridandosi con le varietà ogm che sono brevettate, diventerebbero automaticamente di proprietà della ditta sementiera che detiene il brevetto e quindi i loro semi non potrebbero essere più riseminati.

Intanto, le varietà di pubblico dominio, ovvero quelle che sono frutto di selezioni fatte più di trentacinque anni fa e che non pagano royalties a nessuno perché sono patrimonio collettivo in quanto antiche varietà, vanno gradualmente a perdersi, cancellate dai registri europe e sono destinate alla probabile estinzione e a essere completamente sostituite da ibridi F1, i cui semi non si possono riseminare se non penalizzando fortemente la possibilità di raccolto. Oggi, oltre il 90% delle sementi delle varietà commerciali di cetrioli, cocomeri, pomodori, melanzane, zucchine, meloni e peperoni sono ibridi e meno del 3% sono le varietà più vecchie di trentacinque anni.

In alcune nazioni europee si è riconosciuta l’esistenza e la possibilità di vendita di alcune varietà storiche, recependo una parte della direttiva CEE su cui si fonda il già citato DPR 322/2001, tuttavia è stata proibita la vendita dei prodotti di quelle varietà e sono state destinate al solo uso personale. Inoltre si è chiesto una tassa annuale di registrazione che penalizza i piccoli produttori e distributori di sementi. In Italia non è stata fatta neppure questa applicazione, esponendo il nostro ricco patrimonio storico varietale di semi alla biopirateria e alla copiatura.

Inoltre le varietà moderne, sia ortive sia agrarie, sono commercializzate con l’unico scopo di favorire una agricoltura industriale e la grande distribuzione organizzata. Gli ortaggi devono essere capaci di superare raccolte meccaniche, imballaggi meccanizzati, lunghi viaggi refrigerati. Devono avere una maturazione uniforme per favorire la raccolta simultanea, dipendono dalla chimica sia per le concimazioni sia per i trattamenti fitosantari. Devono avere un bell’aspetto ma spesso mancano di un buon sapore. Non sono certo adatti per gli orti familiari e per la vendita diretta di prodotti in fattoria.

Purtroppo questo avanzare di varietà sempre più tecnologiche sembra inarrestabile, ma ciò non ha nulla a che vedere con la possibilità di far circolare ancora, e con una certa libertà, le varietà locali e tradizionali. Perchè autorizzare OGM e ibridi e allo stesso tempo ostacolare in tutti i modi la libera circolazione di semi non registrati? Dobbiamo intuire che la volontà del legislatore sia quella di eliminare ogni possibile alternativa all’industria della genetica alimentare e alle sue sementi?

Un ritorno alla biodiversità rurale nei campi invece è auspicabile, non solo per un recupero di sapori e aromi di cui le modernità sono povere, ma anche di colori e forme che rendono piacevole mangiare e per favorire il movimento del cibo locale, ovvero della vendita diretta di prodotti di fattoria. L’assurdo è invece che anche un semplice seme di pomodoro tradizionale e contadino, solo perché non registrato, diventa un seme proibito. La iscrizione nei registri di una varietà è una pratica amministrativa lunga e costosa, inaccessibile agli agricoltori, una via impraticabile per le varietà contadine. È quindi urgente togliere queste regolamentazioni e lasciare piena libertà di scambio e diffusione gratuita delle varietà storiche italiane:

  • per preservare la biodiversità rurale

  • per una agricoltura ricca e variegata

  • per il diritto alla alimentazione libera e sana

  • per riconoscere il valore della nostra civiltà contadina

Noi chiediamo:

  • l’applicazione della direttiva CEE (98/95) finora disattesa dai governi e la creazione di una lista nazionale che raccolga le varietà locali o dei territori o contadine;

  • l’iscrizione libera e gratuita su questa lista per le varietà di coloro che conservano, selezionano e diffondono questa biodiversità;

  • che i criteri di iscrizione siano adattati alle particolarità di queste varietà locali, spesso non uniformi o stabili come quelle selezionate;

  • uno spazio di libertà totale per scambi liberi di piante e sementi contadine (in quantità corrispondenti ai bisogni di una piccola fattoria), nel rispetto delle precauzioni fitosanitarie essenziali.

Partecipa alla petizione lasciando la tua firma!

VAI ALLA PETIZIONE ON LINE

Questa petizione è organizzata da:

Civiltà Contadina (Cesena)
Consorzio della Quarantina (Genova)
Damanhur (Vidracco TO)
GRTA onlus (Cesena)

e sostenuta da

www.lifegate.it
www.informationguerrilla.org

Articolo tratto da biodiversita.info


Per commentare questo articolo visita il forum di Promiseland:
La cura naturale di orti e giardini

Inserito da: Alex Barbieri.

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I “nostri” soldi … NOSTRI???

 Da:
 
Buoni postali fruttiferi indicizzati all’inflazione:
mio articolo su la Repubblica del 6-3-2006 (Affari & Finanza, p. 33) intitolato «La ricetta della Posta contro l’inflazione». Quanto scritto nell’articolo vale sostanzialmente anche per la nuova serie di Buoni postali I3, emessa da inizio aprile, addirittura leggermente migliore delle precedenti I1 e I2. Purtroppo Bancoposta cerca però di sommergere i suoi utenti (alias clienti) di prodotti ben peggiori, spesso con regolamenti astrusi, come per es. questa obbligazione della Bayerische Hypovereinsbank (BHV).
Piú in generale sui titoli indicizzati al costo della vita si veda la pagina sull’
inflazione aggiornata a inizio aprile 2006.
 
.. grazie Prof. Scienza!!!
P.S. Se avete qualche minuto, ascoltate anche questo:
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COESISTENZA DELLE COLTURE OGM CON L’AGRICOLTURA CONVENZIONALE E BIOLOGICA

Le uniche raccomandazioni della Ue riguardano le possibili conseguenze economiche negative derivanti da una commistione accidentali tra coltivazioni ogm e tradizionali
(18 Marzo 2006 TN 10 Anno 4)
Vista la scarsa esperienza nella coltivazione di piante transgeniche nell’Unione europea e la necessità di portare a termine l’introduzione delle misure nazionali, l’elaborazione di una normativa europea sulla coesistenza tra le colture geneticamente modificate (GM) e l’agricoltura convenzionale e biologica non sembra giustificata per il momento. E’ questa la principale conclusione di una nuova relazione pubblicata oggi dalla Commissione europea. Tuttavia, prima di prendere qualsiasi decisione, la Commissione si impegna a condurre un’ampia e approfondita consultazione dei soggetti interessati. L’occasione sarà offerta da una conferenza sulla coesistenza che si terrà a Vienna dal 5 al 6 aprile 2006. Le misure di coesistenza sono state oggetto di una raccomandazione della Commissione già nel luglio 2003. Tali misure sono intese a consentire che le colture transgeniche e non transgeniche possano essere coltivate fianco a fianco senza che la commistione accidentale tra le due provochi conseguenze economiche negative. La Commissione propone di collaborare con gli Stati membri e i soggetti interessati al fine di formulare raccomandazioni su misure tecniche di separazione specifiche alle singole colture.
“Se si vuole garantire ai produttori e ai consumatori la concreta possibilità di scegliere tra prodotti GM e non GM, è indispensabile elaborare strategie efficaci ed economicamente convenienti per assicurare la coesistenza”, ha dichiarato il commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “Qui non si tratta di salute o di tutela dell’ambiente, dal momento che gli OGM sono autorizzati sul mercato dell’Unione europea solo se ne è stata comprovata l’assoluta innocuità. L’UE ha messo a punto un sistema avanzato di etichettatura e di tracciabilità per gli OGM, grazie al quale il consumatore sa esattamente cosa compra. Le misure di separazione sono necessarie per garantire che i residui accidentali di OGM nei prodotti dell’agricoltura convenzionale o biologica si mantengano entro i limiti ferrei stabiliti dalla normativa UE. Le condizioni di coltivazione variano notevolmente da un paese all’altro e l’esperienza nella produzione di colture GM è ancora limitata in Europa. Non sembra quindi opportuno, a questo stadio, proporre norme unificate a livello UE.”
L’esperienza nella coltivazione di piante transgeniche è ancora molto limitata nell’Unione europea. La coltivazione commerciale si è finora limitata a due tipi di mais geneticamente modificato. In Spagna il mais transgenico è stato coltivato nel 2004 su 58 000 ettari, pari al 12% circa della superficie spagnola seminata a granturco. In altri Stati membri la coltura è rimasta circoscritta a poche centinaia di ettari.
In Spagna, il mais GM è coltivato dal 1998 in virtù di un codice di condotta non vincolante.
Il 23 luglio 2003 la Commissione ha adottato una raccomandazione recante orientamenti per lo sviluppo di strategie nazionali e migliori pratiche, intesa ad aiutare gli Stati membri ad elaborare strategie nazionali, legislative o di altro genere, sulla coesistenza. La maggioranza degli Stati membri è tuttora impegnata nell’elaborazione di approcci nazionali, mentre quattro Stati membri (Germania, Danimarca, Portogallo e sei Länder austriaci) avevano adottato norme specifiche sulla coesistenza alla fine del 2005. Devono essere ancora messi a punto programmi di monitoraggio per verificare l’efficacia e la convenienza economica dei provvedimenti adottati.
Le misure di coesistenza sono intese a tutelare i produttori di colture non transgeniche dalle eventuali conseguenze economiche di una commistione accidentale con OGM. Secondo la raccomandazione della Commissione, le misure di coesistenza non devono essere più rigorose del necessario per garantire che i residui accidentali di OGM nei prodotti non GM si mantengano al di sotto delle soglie di tolleranza fissate dall’UE, al fine di evitare oneri non necessari a carico degli operatori. Le misure devono basarsi su un fondamento scientifico, devono essere proporzionate e non possono imporre un divieto generalizzato delle colture transgeniche.
Gli Stati membri hanno per lo più orientato i loro approcci verso misure di gestione applicabili alle singole aziende o misure di coordinamento tra aziende limitrofe. L’onere dell’applicazione di misure di separazione è generalmente a carico dei produttori di colture transgeniche. In considerazione della grande diversità che caratterizza l’agricoltura europea, le misure di coesistenza devono essere adeguate alle condizioni locali e ai tipi di colture e lasciare agli Stati membri il più ampio margine di flessibilità per elaborare le loro strategie nazionali.
Secondo la Commissione, occorre maturare ulteriore esperienza prima di poter discostarsi dall’attuale approccio improntato alla sussidiarietà, suggerito dalla raccomandazione del 2003. La Commissione intende comunque fare tesoro delle opinioni che saranno espresse dai soggetti interessati. L’occasione sarà offerta dalla conferenza sulla coesistenza che si terrà a Vienna dal 5 al 6 aprile 2006. Nel frattempo, la Commissione si propone di stimolare la massima collaborazione tra gli Stati membri; analizzare le più recenti informazioni scientifiche ed economiche disponibili sulle misure di separazione; definire, di concerto con gli Stati membri, buone pratiche per le misure tecniche di separazione, in vista della formulazione di raccomandazioni specifiche per coltura, nonché raccogliere ulteriori informazioni sui sistemi nazionali vigenti in materia di responsabilità civile. Nel 2008 la Commissione presenterà una relazione sui progressi compiuti e un resoconto aggiornato delle misure nazionali di coesistenza che saranno state elaborate e applicate.
Fonte: Ue
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SMS Consumatori, il progetto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per il consumatore consapevole.

 

http://www.smsconsumatori.it 

SMS Consumatori è un servizio completamente gratuito di informazione sui prezzi dei principali prodotti ortofrutticoli, tramite messaggistica SMS.
L’utente avrà a disposizione i numeri 48236, per i gestori TIM, WIND e TRE, e 4312345, per VODAFONE, ai quali inviare un messaggio per la richiesta dei prezzi.
Digitando solo il nome del prodotto ortofrutticolo di cui si vuole conoscere il prezzo e inviando il messaggio, l’utente riceverà le informazioni sulle singole varietà del prodotto medesimo, e precisamente: prezzo medio nazionale all’origine e all’ingrosso, aggiornato con cadenza settimanale, e prezzo medio di vendita macro regionale (Nord, Centro e Sud), rilevato giornalmente.
L’invio di una richiesta prezzo per un prodotto ortofrutticolo presente nel paniere con 2 o 3 varietà, determina la ricezione, rispettivamente, di 2 o 3 messaggi con i dati sopraesposti.
I prezzi al dettaglio, imputati da 44 rilevatori sparsi sul territorio nazionale, sono giornalieri e vengono rilevati il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e il sabato, mentre per la domenica e il lunedì è valida l’ultima imputazione del sabato.
Gli esercizi coinvolti nella rilevazione dei prezzi al dettaglio sono circa 1700 e prevedono categorie merceologiche diverse: discount, ipermercato, mercato, supermercato e negozio di ortofrutta.
La disponibilità dei prezzi giornalieri avverrà a partire dalle 11 e 30; prima di questo orario sono validi i prezzi del giorno precedente.
L’utente potrà segnalare, sempre con SMS e agli stessi numeri, un eventuale prezzo anomalo riscontrato, digitando punto esclamativo (!), il nome e l’indirizzo dell’esercizio e il prodotto con il prezzo rilevato. Queste informazioni saranno inviate alle autorità competenti.

Modalità d’uso
Per richiedere un prezzo l’utente deve inviare, via SMS ai numeri 48236 (Tim, Wind, Tre) e 4312345 (Vodafone), solo il nome del prodotto ortofrutticolo di cui vuole conoscere il prezzo; ad esempio la parola "pomodoro" o "pomidoro" o alias relativi.
Questo il testo di risposta:
Min Pol Agricole Forestali – 20/12 Pomodori rossi a grappolo prezzi euro/kg: Origine 10,00 – Ingrosso 10,00 – Vendita: nord 10,00 centro 10,00 sud 10,00

Il messaggio di risposta per un prodotto assente dal paniere, o per un errore di digitazione è:
MIPAF – Errore. Prodotto non nel paniere o errato. Per richiesta prezzo: digitare solo nome prodotto. Per prezzo alto: digitare ! PRODOTTO PREZZO PUNTO-VENDITA

Per la segnalazione di un prezzo anomalo, il sistema accetta il testo con le indicazioni del prodotto e del punto vendita insieme al carattere punto esclamativo (!).
La risposta alla segnalazione è:
Min Pol Agricole Forestali – Grazie per la segnalazione

Il mittente di tutti gli SMS di risposta è MIPAF (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).

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